Fondazione Millesoli e Municipio 5:
“La cura del territorio, una tessera alla volta.”
Grazie alla collaborazione con Fondazione MilleSoli e il Municipio 5 di Milano, Il team di Cri Mosaici insieme ai ragazzi delle classe terze dell’istituto is kandinsky hanno potuto realizzare un progetto artistico dedicato alla cura,.
Un progetto sociale che ha come obiettivo quello di contrastare il disagio adolescenziale e l’abbandono scolastico.
Nel progetto realizzato insieme a Fondazione MilleSoli, Cri Mosaici ha scelto di portare il mosaico dentro la scuola come strumento educativo, artistico e relazionale. Non solo un laboratorio creativo, ma un’esperienza capace di intrecciare manualità, consapevolezza emotiva e lavoro collettivo.
Il mosaico, infatti, è un’arte lenta, richiede attenzione, pazienza, precisione e capacità di affrontare l’errore. Ogni tessera va scelta, tagliata, orientata e posata seguendo un ritmo fatto di tentativi e correzioni.
Nel lavoro musivo nulla nasce perfetto immediatamente: si costruisce per stratificazioni, attraverso prove, intuizioni e ripensamenti. Proprio per questo il mosaico diventa un potente strumento educativo: insegna ai ragazzi a sostare nei processi, a tollerare la frustrazione e a trasformare gli errori in possibilità creative.
Durante il percorso gli studenti hanno studiato e rappresentato quattro figure storiche importanti, hanno scelto di raccontarle attraverso immagini, colori e simboli.
Dopo una fase iniziale di ricerca iconografica e progettazione, i ragazzi hanno realizzato i bozzetti , imparando a sintetizzare in forme visive l’identità e i valori dei protagonisti. Successivamente si è passati alla costruzione vera e propria del mosaico: dalla preparazione dei moduli al taglio delle tessere con gli strumenti tradizionali, fino alla posa finale che è stata realizzata dal solo team Cri Mosaici.
La figura di Anna Kuliscioff è stata interpretata come quella di una donna appassionata, rigorosa e profondamente impegnata nella cura delle persone e nella giustizia sociale. Intorno a lei prende forma un fiore, simbolo dell’amore per una politica concreta, capace di agire realmente nella vita delle persone. Nella costruzione di questo pannello i ragazzi hanno lavorato molto sulle sfumature e sui dettagli del volto, sperimentando accostamenti cromatici capaci di restituire forza ed espressività.
Per Gino Strada il mosaico si apre invece verso il movimento e il cielo. Le rondini che lo accompagnano rappresentano i pensieri, i progetti e la visione che è riuscito a far crescere nel mondo. La composizione è stata costruita utilizzando linee dinamiche e direzioni diagonali, per trasmettere il senso del viaggio, dell’impegno e della libertà. I ragazzi hanno riflettuto molto sulle parole di Gino Strada, sul suo essere “contro la guerra” più che semplicemente pacifista, cercando di trasformare questo messaggio in immagine.
A Brunella Gasperini è stata dedicata una macchina da scrivere, protagonista di un intero modulo del mosaico. Le sue parole hanno aperto spazi di libertà e affrontato temi che, per molte donne, erano ancora tabù: divorzio, aborto, separazione, diritti salariali ed emancipazione. Dal punto di vista tecnico, questo pannello ha richiesto un lavoro molto accurato sulle geometrie e sui contrasti, alternando tessere più regolari a frammenti volutamente irregolari per evocare il ritmo vivo della scrittura, un modulo dedicato alla macchina da scrivere che riempie un vuoto, riempito dalle parole della giornalista.
Infine, Fernanda Wittgens è stata rappresentata attraverso il volo dell’allodola, simbolo della libertà che ha guidato la sua vita. Durante la guerra cercò di salvare persone e opere d’arte, custodendo la bellezza come bene collettivo e necessario. Nel mosaico le linee diventano più leggere e armoniose, con un lavoro attento sulle trasparenze cromatiche e sui passaggi di luce, quasi a suggerire il movimento dell’aria e del volo.
Anche lo sfondo del mosaico è parte integrante della narrazione. Non è un semplice elemento decorativo, ma una linea viva che sale, scende, si intreccia e cambia direzione, proprio come accade nella vita. Tutto nasce da un seme che cresce e si trasforma in un ramo capace di attraversare le storie dei protagonisti, fino a diventare un fiore che disperde i suoi petali. Un’immagine simbolica che racconta crescita, trasformazione e condivisione.
L’intero mosaico è stato realizzato collettivamente attraverso la tecnica del lavoro a moduli: ogni gruppo di ragazzi ha contribuito alla creazione di una parte dell’opera, sperimentando come anche il frammento più piccolo sia indispensabile alla costruzione dell’insieme. È questa, forse, una delle lezioni più profonde del mosaico: ogni tessera, da sola, sembra incompleta, ma insieme alle altre diventa immagine, racconto e comunità.
Grazie di cuore a tutte le realtà che ci hanno aiutato in questo percorso.
Ringraziamo per la realizzazione e per essere stati sempre al nostro fianco in tutto il processo:
Fondazione MilleSoli, Municipio 5 e i ragazzi dell’Istituto Kandinsky, grazie di cuore alla Preside Cavallozzi e tutto l’incredibile team di professori.
Ringraziamo per aver sostenuto il progetto: Fondazione AEM- Gruppo A2A– Municipio 5 di Milano, in particolare al Presidente Natale Carapellese, Stefania Vedovato e Luisa Gerosa che hanno lavorato con impegno insieme a noi per questo meraviglioso dono alla comunità.
Urban Up Unipol che ha messo a disposizione a titolo gratuito un laboratorio di 800 mq, che ci ha permesso di ospitare i ragazzi per tutta la durata del progetto.
Mapei e Ceramiche Bardelli che ci hanno sostenuto anche per questo secondo progetto, grazie per l’affetto e il sostegno che ci dimostrate.
Team di Cri Mosaici: Cristian Colucci, Sonia D’Errico e Roberta Borleghi, ci sentiamo di inserire anche Diana de Marchi che a pieno titolo ne fa parte come promotrice entusiasta dei murales dedicati alle donne.
Progetto in collaborazione con:
Progetto realizzato grazie al sostegno di:
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